Sarà che per me la parola “vintage ha sempre avuto un fascino intramontabile, sarà che tutto quello che accade nel borgo sembra essere parte di me, o sarà semplicemente che lavorando nel settore del wedding sono naturalmente attratta da tutto ciò che riguarda i matrimoni…sta di fatto che qualche giorno fa, sfogliando l’album di nozze di Noemi e Doriano, che abitano a Gognano da tantissimi anni, mi è venuta improvvisamene voglia di sapere e condividere qualcosa di più su come poteva essere una giornata di matrimonio nel borgo, 40 anni fa.

Mi sono chiesta quale fosse l’atmosfera, quali le emozioni degli sposi, come fossero i festeggiamenti, e poi ho realizzato che per “sentire” la magia di un matrimonio di tanti anni fa avrei dovuto chiedere a chi quel giorno lo ha vissuto davvero, e così ho rapito Noemi per un paio d’ore e, tra un biscotto e l’altro all’ora del té, me lo sono fatta raccontare…

Il 3 Maggio 1980 il cielo sul borgo di Gognano è terso e luminoso, la giornata perfetta per un nuovo inizio. E forse anche Noemi sta pensando questo: il borgo l’ha vista nascere e crescere, trasformarsi in una splendida ragazza dagli occhi che ridono. E questo 3 Maggio Noemi è ancora più bella: è il giorno del suo matrimonio; la piccola chiesa di Gognano profuma di fiori e di vento, e presto sarà gremita dai 150 invitati di Noemi e Doriano. L’intero borgo è in festa e sembra stringersi attorno a lei come a proteggerla e augurarle tutta la felicità del mondo…

Noemi, ma quanto eri emozionata? Ti è scesa una lacrima?

Macché emozionata, ero stressata da tutti i preparativi! Pensa che avevo fatto da me le bomboniere non solo per i nostri 150 invitati, ma anche per tutto il borgo: erano dei centrini di pizzo ricamati a mano, un lavoro lunghissimo…e poi la fiorista, che doveva prepararmi dei fiori da mettere nei capelli, si era dimenticata, ho dovuto fare tutto da sola con i fiori che ho trovato nel bouquet (ride). E alla cerimonia, officiata da Don Silvio, c’erano tutti, eravamo più di 150 persone, e tanti piangevano, tutti con i fazzoletti in mano, tranne me e Doriano, e noi ci chiedevamo “ma cos’avranno da piangere?!”.

Ma come mai eravate così tanti?

Perché una volta c’era l’uso che gli invitati si portassero dietro la famiglia, c’era chi diceva “io vengo con i suoceri”, “io vengo con la sorella…”, e non si poteva mica dire di no…si faceva presto a fare numero!

Allora chissà quanti regali avrete ricevuto! Si usava già fare “la busta”?

Va la’, quali buste…E non si faceva neanche la lista nozze! Una volta ti regalavano tutte quelle cose che pensavano potessero esserti utili in casa, per cominciare bene la vita da sposati. Mi ricordo che abbiamo ricevuto dei piatti di rame, delle caffettiere e addirittura 4 ferri da stiro, non ce n’era uno che funzionasse! (si vede che sotto sotto è divertita…)

E cosa mi dici della tua dote? Ce l’avevi?

Sì, sì, mia mamma ogni anno aveva messo da parte qualcosa per me (eravamo in tanti in famiglia, quindi ci voleva tanto tempo per fare la dote cercando di essere equi con tutte le figlie) e alla fine avevo tutte le mie lenzuola e asciugamani ricamati pronti per la casa nuova!

E poi come sono stati i festeggiamenti? Una volta non si andava in villa…

A dire il vero i festeggiamenti cominciavano già dal mattino, perché sia la sposa che lo sposo dovevano preparare un buffet a casa propria e ricevere i propri parenti e amici prima della cerimonia. Poi, una volta finita la cerimonia, TUTTI gli invitati sono venuti a vedere la nostra nuova casa; eravamo in tantissimi, abbiamo dovuto organizzare il tour della casa a turni! E poi abbiamo fatto il servizio fotografico, pensa che i vicini di casa che avevano un giardino si sono offerti sul momento di prestarcelo per le foto di coppia… La cena l’abbiamo fatta in un ristorante di Borsaro che oggi non c’è più, Da Nello. Arrivati a sera comunque eravamo stanchi morti, ma Doriano ha avuto ancora la forza di portarmi oltre la soglia di casa in braccio, come da tradizione!

Da come Noemi lo racconta, sembra che il suo matrimonio sia stato un giorno “affollato”, con qualche stress in più e tanti ospiti da gestire e intrattenere. Ma quello che lei non dice – tutti i dettagli romantici, la gioia di cominciare un nuovo percorso insieme alla persona che ami, avere accanto i tuoi amici e la tua famiglia – traspare da tutte le fotografie:

il bouquet di orchidee, calle e fiori di campo, una composizione che trasmette grazia e gioia di vivere;
l’abito di Noemi, uno spezzato in crêpe di pizzo così originale che si potrebbe indossare anche oggi, che è stato creato apposta per lei;
e tutti gli ospiti sorridenti e in posa, davanti alla chiesa del borgo…

Ma soprattutto gli occhi di Noemi, mentre sfoglia l’album e si perde nei ricordi, ridono come quando era ragazza e raccontano una meravigliosa storia d’amore lunga 40 anni!